Analisi di fine stagione

primo piano di alberto seduto

Stagione terminata e analisi del coach Alberto Chiapparelli.

Coach, usciti a testa alta e con tanti apprezzamenti, c’è stato spazio anche per il rammarico a mente fredda?
“Non siamo arrivati al meglio nella fase decisiva, quello è il rimpianto, invece la partita del rimpianto forse a Frascati che ci ha condizionato nei playoff. Per il resto solo orgoglio, avendo giocato nello stato di forma più basso della stagione una serie senza mollare mai restando in vantaggio 70 minuti sugli 80 giocati, e per loro uscire tra gli applausi è stato il riconoscimento massimo.”

Che stagione è stata sul plotone dei giovani lanciati in un campionato senior? Quali risposte hanno dato?
“I ragazzi hanno dovuto capire che serviva pazienza, poi sono stati impiegati tutti in momenti vari, ma l’aspetto da valutare era il confrontarsi in settimana con dei senior da cui imparare giorno per giorno e tutta la squadra ha ricevuto beneficio dai loro miglioramenti. Per loro è stato comunque un anno tosto, bisogna dirlo, non è facile quando devi rapportarti con dei compagni che ti pressano per darti consigli, mentalmente rischi sempre di andare in crisi, ma loro sono usciti bene anche da queste situazioni.”

Quando hai sentito che era arrivato il momento più delicato?
“Il momento più duro è stato dopo San Paolo, al termine di tre trasferte che il calendario ci ha posto, tre sconfitte e un infortunio a Gianmarco da digerire, ci siamo rimessi in pista grazie anche al pubblico di casa nelle partite casalinghe. Abbiamo ritrovato il sorriso e la voglia permettendoci di salire quel gradino.”

Che sensazioni giungono all’interno della società, con un progetto di ripartenza che tutti si augurano di abbreviare il più possibile?
“Crediamo sia stata intrapresa la strada giusta, nessuna rivoluzione è necessaria ma solo innesti mirati se si vuole competere per la vittoria, e mi auguro di tornare a fare pallacanestro senza fattori negativi esterni dovuti alla pandemia, ancora a maggio siamo stati penalizzati da questo maledetto Covid e non solo a gennaio con lo stop forzato. In definitiva non ci manca molto per tornare dove vogliamo, se sarà più breve o meno il tempo necessario lo vedremo.”

Chiosa conclusiva con ringraziamenti vari che pensiamo intendi fare.
“Devo dilungarmi nei ringraziamenti, partendo dalla società che mi ha affidato con fiducia questo oneroso impegno, poi in ordine sparso Mauro che mi ha supportato e sopportato. Rossella per l’aiuto concreto sacrificando tempo per amore del Palestrina, amici e famiglia che si sono presi la mia parte più brutta in questo periodo quando il nervosismo mi attanagliava, i giocatori che si sono affidati a me e con cui abbiamo fatto insieme una bellissima cavalcata: l’esempio più calzante è stato dato proprio dai Quarti di Finale dove ci siamo ritrovati tutti acciaccati, compreso me, e ci siamo stretti come un vero gruppo.”