Under 14, la parola a coach Chiapparelli

La vittoria di domenica ha sancito ufficialmente il passaggio della squadra Under 14 di coach Chiapparelli alla seconda fase, coronando un percorso che in questi mesi ha destato molto interesse. Una soddisfazione comunque molto grande per un gruppo che, in parte, disputa anche il campionato Under 13 Elite sotto la guida dell’allenatore classe 1992 (di cui parleremo più avanti). Oggi abbiamo ascoltato il parere proprio di Alberto Chiapparelli.

Che tipo di lavoro hai voluto fare quest’anno con questi ragazzi?

“Il lavoro insieme a Luca Moscioni è stato dettato da un programma progetto dal RSG Fioravanti, un percorso volto alla crescita dei ragazzi di 14 anni, individuale e in chiave di sviluppo per formazioni maggiori. In questa età il pensiero alla prima squadra è ancora lontano, ma, senza retorica, fondamentale è che curino le potenzialità individuali e si integrino in un gioco di squadra.”

Ritieni questa l’età più delicata per allenare a cavallo tra fine del minibasket e vero settore giovanile?

“E’ l’età che personalmente preferisco, i ragazzi ti seguono e si crea un legame cosa a cui tengo particolarmente, non mi piace sicuramente la figura dell’allenatore distaccato. Un pensiero in comune con lo stesso RSG. Qualche ragazzo entra in un periodo della crescita particolare, sia dal punto di vista umano che sportivo, ma ricordiamo in continuazione che gli allenatori su di loro fanno delle scelte dettate dal momento, quello che vede oggi un coach potrebbe non essere lo stesso che vedrà dopo pochi mesi, dunque l’invito rivolto ai ragazzi è di mantenere sempre lo stesso impegno.”

Che cosa ti aspetti dopo aver raggiunto gli ottavi di finale?

“In questo momento non pensiamo a dove siamo arrivati, ci interessa che questi ragazzi stiano bene, e che si trovino bene nella società mostrando attaccamento, l’anima arancio verde, la voglia. Ricordiamo che è un gruppo con tanti 2005 ma anche 2006, quello che verrà da qui in poi è tutto buono e non dipenderà esclusivamente dai risultati.
Voglio comunque ringraziare la famiglia Cilia per darmi quest’opportunità e di vivere questa realtà dall’interno!”